Psicopatologia del Web Searching / 2

Avevo già parlato (qui) degli strani vizi dei frequentatori di Google, ma mi era sfuggita una categoria fantastica che mi è chiara solo ora, una categoria che potremmo definire “futurista” : c’è gente che interroga Google nel vero senso dell’espressione, cioè gli fa proprio delle domande, come se il sito fosse Hal 9000, il supercomputer di “2001 Odissea nello Spazio”. Qualche esempio dalle statistiche del mio blog:

  • come tranqullizzarmi dopo il terremoto?
  • quali sono i temi di vai e vivrai?
  • i miliardi con quanti 0 si scrivono? (questa l’avevo già segnalata nel primo post, Nda)
  • scossa di terremoto circa 40 minuti fa, dove? (questa è di gran lunga la mia preferita)

E il bello è che comunque qualche risultato attinente alla loro ricerca i futuristi lo trovano, e quindi pensano che davvero l’oracolo di Mountain View risponda alle loro domande. Ora una volta tanto non voglio fare il moralista savonarola (condizione che mi sono accorto alquanto frequente nella mia vita on-line, ma non in quella reale) arringando contro l’ignoranza del popolo italiano; probabilmente c’è nel nostro paese un’ingenuità riguardo la tecnologia e la scienza (fortunatamente non generale, come dimostrano le cariolate di ricercatori che esportiamo), ma così è, stop, è un carattere, non è colpa di nessuno. Ancora ricordo, scompisciandomi, quando per fare uno scherzo a mia madre, mi nascosi in cucina e con quei puntatori laser che andavano di moda anni fa (ma ogni tanto gli ambulanti li ripropongono) “sparai” la massa informe che sarebbe diventata pasta al forno; mi toccò schivare un mattarello lanciato a mo’ di boomerang, non tanto come ritorsione per lo scherzo, ma come ammonimento a non “contaminare” più il cibo con le “radiazioni di quel coso”. Ma se provo tenerezza pensando a un vecchietto con gli occhiali sulla punta del naso, che scrive al “Caro signor Google…” col vocabolario accanto per non sbagliare, e non fare figuracce davanti alle persone importanti, sono meno sereno quando penso che questo è l’humus ideale per quella gentaglia che approfitta dell’ingenuità tecno-scientifica per rifilare macchine miracolose per guarire i tumori comodamente a casa (fatto realmente accaduto), e quant’altro… di questo sì che bisognerebbe vergognarsi e chiedersi se… ecco, chiudo il post qui, prima che Girolamo Maria Francesco Matteo (che non è una scolaresca ma il nome completo di Savonarola) abbia il sopravvento su di me.

P.s. Non c’entra nulla col post, ma volevo segnalare questo video, parafrasando Andrea G. Pinketts: è così idiota che è geniale.