Post genitale

La nostra, come si sa, è una società maschilista; una volta, chiacchierando al telefono con un amico e lettore di questo blog, mi è venuto in mente che non esiste un termine che indica l’avversione verso il genere maschile, ce n’è uno per il genere femminile, “misoginia”, e uno per l’intero genere umano, “misantropia”, ma non ce n’è uno per il genere maschile, o meglio c’è, “misandria”, ma al netto della consuetudine linguistica è come se non esistesse. Non è un bel lavoro essere donna, non lo è mai stato, da nessuna parte, eccezion fatta, forse, per la Finlandia, in cui oggi si parla di “quote azzurre”, per salvaguardare la percentuale di testicoli nelle stanze dirigenziali, problema che in Italia non sussiste, da noi i coglioni abbandano, sia in senso anatomico che lato. Un’istituzione culturale femminile, però, gli uomini alle donne possono invidiarla; mi riferisco alle mestruazioni. Ricordo che a scuola, con la scusa sottointesa del menarca, le ragazzine della mia classe avevano accesso illimitato al bagno, passpartout che veniva metodicamente usato per andare a fumare o per saltare matematica, noi scrotomuniti, invece, dovevamo inventarci altre scuse, altre perdite di sangue, ad esempio dal naso; con un pennarello rosso appoggiato sul fazzoletto di carta, si creavano dei frattali di inchiostro che ad un esame visivo risultavano del tutto simili alla traccia di una perdita ematica. Ricordo un mio eroico amico (ciao Giulio), che per saltare un’interrogazione su Kant si diede da solo un cazzotto sul naso, rompendoselo; forse non era un genio in filosofia, ma aveva un concetto altissimo di morale e onestà. Crescendo, il vantaggio sociale dell’ovulazione si sposta nel campo del rapporto interpersonale in senso stretto; sorretta da un effettivo squilibrio ormonale, in quei giorni alla donna si perdonano nervosismi, meschinità, scazzi, vaffanculi, bastardate e via dicendo. Scusa ma avevo le mie cose. Ok, ma le voglio pure io le tue cose; anche io voglio sbattermene almeno una volta al mese, poter dire cosa mi sta sul cazzo senza tanti sofismi e ragionamenti. E con una legge ad personam approvata con voto di fiducia fra gli autori di questo blog (cioè io), decreto che oggi ho le mie cose, e dichiaro che mi sta sul cazzo: chi non c’ha voglia di lavorare, ma ancora di più gli aziendalisti, chi usa continuamente i termini “sogno” e “sognare” ma non nel senso della fase Rem, la giacca e la cravatta, chi ti dice che ti vuole aiutare anche se non gli hai mai chiesto un cazzo, chi parla in dialetto pensando che sia italiano e chi si sforza di coprire la propria inflessione, chi dice che è tutto un magna magna e poi ha la forchetta in tasca, gli usceri, i dirigenti, le gerarchie, i concorsi pubblici, chi dice “a me gli animali piacciono tutti” e poi spara ai piccioni perché gli cagano sul balcone, i piccioni, i tacchi alti sotto i pantaloni (per le donne, non pervenuto per gli uomini), chi ti vuole convincere che l’apocalisse è alle porte e chi invece che non esiste alcun dio, in generale chi ti vuole convincere di qualcosa e/o chi non si fa i cazzi suoi, chi ti vuole per forza far divertire, chi si sforza di piacere a tutti, ma mai quanto gli snob, i baffi sottili, la wii, gli inviti di facebook, le automobili costruite e progettate da dieci anni a questa parte, Cristiano Ronaldo, chi sente la musica col cellulare ma senza auricolare (penso sia prerogativa della nuova leva di coatti capitolini), quelli che chiamano i figli con nomi stranieri quasi uguali a nomi italiani ma più trendy (Nicolas, Mark, Lucy, Anthony, Mary ect), quelli che ti consigliano le diete, le spiagge private, i mobili finto-antico, le locandine dei film in cui non compare il nome del regista, la Warner Bros, chi ti dà del tu nonostante tu continui a dargli del lei, chi pretende che gli venga dato del lei, chi dice che Saviano è sopravvalutato e chi invece lo difende pur non avendo mai letto un suo pezzo, chi dice che Fini è una persona seria, chi dice che è giusto che la polizia, ogni tanto, meni un po’ le mani, finché non gli corcano il figlio, chi affitta le stanze agli studenti fuorisede a prezzi da hilton, ma senza le cinque stelle e rigorosamente a nero, quelli come me.
Il legislatore si riserva di prorogare a tempo indeterminato la validità del decreto.