Mio padre

“Non bisogna avere paura della morte, perché se c’è lei non ci siamo noi, e se ci siamo noi non c’è lei”. Più o meno così. Comunque Epicuro. Una volta ho vinto un bacio per aver indovinato l’autore di questa massima, un bacio volante, di quelli che non contano nulla, di quelli che non puoi annoverare tra i trofei di caccia, eppure me lo ricordo benissimo… mi pare di aver capito una cosa alla morte di mio padre, dai ricordi degli amici veri, che si sciolgono nel ricordare gli eventi più semplici; ho capito che proprio lì, nella leggerezza, che pulsa più forte la vita. Un’altra cosa che ho capito in questi giorni è che la morte è un miracolo della natura; vegliare sul proprio genitore nei suoi ultimi giorni è un atto istintivo come lo fu per lui accudirti nei tuoi primi giorni. C’è una logica, un citerio, una forza che collega i due eventi superando lo spazio ed il tempo, le convinzioni personali ed universali, ed è la stessa forza che unisce gli atomi in molecole, le molecole in cellule, le cellule in tessuti, i tessuti in organi, gli organi in corpi, ed è la stessa forza che ne determina la disegregazione. Alcuni, tra cui io, per esigenze esplicative la chiamano semplicemente Natura.
Addio papà e grazie, tra le altre cose, per le uscite in barca alle sei del mattino, per avermi accompagnato a scuola con le tue Ritmo scassate, per i “non ti preoccupare, ci penso io”, e scusa se, una volta tanto, a te ci ho pensato io.

Sette spunti per sette post che non scriverò

 

"While nothing happens" by Ernesto Neto

Perché donare degli organi sessuali vegetali, altrimenti detti fiori, dovrebbe essere romantico? O meglio; perché non è romantico anche un mazzo di testicoli di toro (il perché non lo sia per il toro lo immagino…)?

Come mai la civiltà dell’E.T. di Spielberg, che era tecnologicamente così avanti da poter fare viaggi intergalattici, non aveva ancora inventato il telefono cellulare?

Perché quando vado da un medico la prima cosa che mi chiede è cosa ho? Sei tu il medico cazzo, dimmelo tu!

Quando uno accusa un mal di pancia gli viene sempre chiesto cosa ha mangiato, perché quando uno lamenta un mal di testa nessuno gli chiede mai cosa ha visto o ascoltato?

A meno che il vostro macellaio di fiducia non abbia un rapporto problematico con l’alcol, vi farà pagare mezzo chilo di fettine di vitello meno di quanto paghereste settecento grammi della stessa carne, e settecento grammi meno di un chilo e così via; perché allora devo pagare una felpa taglia S allo stesso prezzo della stessa felpa ma taglia M o XXL?

Se esiste il termine e il concetto di “educatore”, perché non si usa anche quello di “maleducatore”?

Ma se il cervello è la sede della coscienza, perché quando uno viene decapitato si dice che gli hanno tagliato la testa e non che gli hanno amputato il resto del corpo?