Una proposta molesta / La cocaina

Quando accade un fatto di cronaca che ha per protagonista un tizio appartenente a una categoria, quella categoria si appresta subito a prendere le distanze. Ad esempio: uno studente finlandese in Italia ammazza una persona o peggio, mette l’ananas sulla pizza? Helsinki precisa che il popolo finlandese ama e rispetta profondamente i cugini europei che abitano lo stivale. Un odontoiatra legge alle proprie clienti l’ultimo libro di Bruno Vespa dopo averle stordite col protossido d’azoto? L’associazione nazionale dentisti fa sapere che si tratta di un caso isolato. Un vicentino ammette di aver mangiato una volta un gatto al forno con le patate? Il sindaco a nome di tutta Vicenza si dichiara disgustato, perché la ricetta tradizionale prevede le cipolle.

È comprensibile direte voi. Eppure c’è una categoria che fa eccezione: i cocainomani. Ci sarà pure una persona con quel vizietto che è una brava persona. E invece ho conosciuto personalmente consumatori che alla notizia di un crimine efferato hanno commentato : “Ah va bè’, ma quello era un cocainomane!”

Non è stato sempre così: un tempo i cocainomani erano persone rispettabili; pensate a Sherlock Holmes tra i personaggi di carta, o a Freud per quelle in carne ed es. Cosa è successo dopo? Come siamo arrivati alla situazione attuale, alla denigrazione universale? Per me la colpa è del sindacato. Nel senso che i cocainomani non ne hanno mai avuto uno. Eppure uno sciopero indetto da quel sindacato paralizzerebbe davvero tutto il cosiddetto primo mondo, altro che corona virus. Ad ogni modo, in attesa che la Cgil si dia una mossa, quando sento emergere in me il pregiudizio nei confronti dei cocainomani, cerco di ricordarmi che non ho mai fatto un’adozione a distanza, non ho mai sostenuto economicamente il WWF, non ho mai regalato un albero, e invece quella è gente che da anni versa tutto il proprio stipendio agli sfortunati agricoltori andini.

“Natale 2020” – Il Picco (una commedia brutta e inopportuna)

 

“3 dicembre 2020: nonostante la curva dei contagi della seconda ondata sia in fase discendente, il governo vara un serie di provvedimenti restrittivi per impedire che nelle festività natalizie ci sia una nuova impennata dei casi. Tra le misure vi è anche il divieto di muoversi tra regioni differenti in prossimità delle feste”

4/12/2020
Chat di famiglia.

Christian: salve ragazzi, avete letto le disposizioni per Natale?

Veronica: Sì, possiamo andare da mamma, l’importante è partire prima del 20! Ho temuto che alla fine non ci facessero muovere del tutto. Per fortuna va… e hanno pure reso la Puglia da arancione a gialla!

Christian: Sì, ma come facciamo?

Veronica: In che senso?

Christian: Ho chiamato l’agenzia che ci trovava i B&B gli altri anni, ma dice che gli appartamenti sono tutti prenotati. Non c’è posto per tutti a casa di mamma. Noi ora siamo quattro, senza contare tutti gli armamentari del bambino e quel fesso del cane. Voi siete tre, e immagino che Davide non dorma più con voi nel lettone, non possiamo stare tutti lì.

Veronica: Cavolo. Alberghi?

Christian: Seeee… tra quelli che sono rimasti aperti il più vicino è a Bari. Senti, ma casa di zia Immacolata e zio Salvatore?

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