Una proposta molesta / talebani

-Io che arma prendo?
-Tu sei il prescelto, tu prendi la bandiera.
-Ma non la può prendere Abed che è l’ultimo arrivato?
-No.
-Ma sono alto un metro, a che serve? Manco si vede la bandiera.
-Stai forse disobbedendo al volere di Allah?
-No no, però e che cazzo… sempre io!
-Senti Isaam, non sei bono a spara’; vogliamo chiedere a tuo fratello Maazin?
-Mio fratello è nel paradiso dei martiri, siede su un trono d’oro attorniato da 72 fanciulle purissime.
-Eh appunto, e chi ce l’ha mandato? Chi è che non aveva capito quanto era sensibile il grilletto?
-Va be’ datemi almeno una bomba, una cintura esplosiva. A Umar che non si sa manco allacciare le scarpe, che infatti viene in jihad in ciabatte, gli avete dato una granata grande quanto la Val d’Aosta.
-Isaam, mo sto a perde la pazienza… che devo indaga’ perché c’hai il cappello tanto gonfio? E magari scopro che c’hai messo tutti mars che ti sei fottutto all’ambasciata americana?
-Prendo la bandiera… 



-Qua c’è il tutorial di un infedele che l’ha aggiustato col vinavil…
-Ma ancora non ti sei arreso? Guarda che occhi da matto che c’hai: lo devi buttà.
-Non posso, apparteneva a mio zio Sameer il mujaheddin, l’ha montato con le sue mani.
-Ammazza, bel lavoro ha fatto, col caricatore tutto incerottato, ma soprattutto il calcio piegato a 90°; ma come prendeva la mira tuo zio? Ma che era Gasparri? Senti; mo chiamo un’amico mio a Kandahar che fa gli impicci coi russi, con due spicci ti porti a casa un kalashnikov come nuovo e col resto dei soldi ti cambi quella cassettiera là, quella dietro la bandiera del Napoli.
-Ma pure quella l’ha costruita mio zio Sameer il mujaheddin…
-Ah ecco, mi pareva infatti…


-Guarda quello che s’è portato… è inutile che ti giri dall’altra parte, ce l’ho con te.
-Ma è un RPG portatile, da viaggio…
-Avevo chiaramente detto che i lanciarazzi li prendevamo sul posto. Ma non lo vedi che siamo già in quindici? Ma è possibile che ad ogni guerra santa dobbiamo fare la figura dei terroni?
-Ma il Mullah Raamiz aveva detto…
-Il Mullah Raamiz, se vuole, prende la macchina sua. Nella macchina mia decido io.
-Eh, è arrivato il califfo…
-Senti Omar, oggi mi ci trovi: se non ti sta bene puoi pure scendere. Anzi sai che c’è? Scendete tutti, che tanto lo so che vi sto sul cazzo a tutti e vi serve solo il passaggio. E pure tu Omar mi parli così perché sai che c’hai il consenso degli altri…
-Ah Jawad, mi sbaglio o mi stai dando del democratico? A me, proprio a me… che non so’ fondamentalista così… so’ fondamentalista così!
-Eh… ma la colpa è mia… me l’aveva detto mia moglie, prima che la lapidassi, che mi dovevo unire all’Isis-K, quella sì che è gente seria!
-Jawad… mo stai facendo il melodrammatico, come al solito… e va be’, fammi lascià sto cazzo di lanciarazzi…
-Ecco…
-Ora va bene Jawad?
-Sì.
-Puoi partire adesso?
-Va bene, ma alla prossima regola che trasgredite giuro che torno indietro e la Jihad la fate in smartworking.
-Almeno un po’ di radio si può mettere, Jawad?
-Sì. Mufeed metti sui 102,5, che c’è il mullah Al-Pillon che parla del ruolo della donna. Ma che è quest’odor… MUFEED, non dirmi che quello è OPPIO?!
-Solo due cannette per il viaggio, tranquillo Jawad…


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