Archivi categoria: Una proposta molesta

Satira, ironia, umorismo e una serie di altre cose di cui evidentemente non conosco il significato.

Una proposta molesta / talebani

-Io che arma prendo?
-Tu sei il prescelto, tu prendi la bandiera.
-Ma non la può prendere Abed che è l’ultimo arrivato?
-No.
-Ma sono alto un metro, a che serve? Manco si vede la bandiera.
-Stai forse disobbedendo al volere di Allah?
-No no, però e che cazzo… sempre io!
-Senti Isaam, non sei bono a spara’; vogliamo chiedere a tuo fratello Maazin?
-Mio fratello è nel paradiso dei martiri, siede su un trono d’oro attorniato da 72 fanciulle purissime.
-Eh appunto, e chi ce l’ha mandato? Chi è che non aveva capito quanto era sensibile il grilletto?
-Va be’ datemi almeno una bomba, una cintura esplosiva. A Umar che non si sa manco allacciare le scarpe, che infatti viene in jihad in ciabatte, gli avete dato una granata grande quanto la Val d’Aosta.
-Isaam, mo sto a perde la pazienza… che devo indaga’ perché c’hai il cappello tanto gonfio? E magari scopro che c’hai messo tutti mars che ti sei fottutto all’ambasciata americana?
-Prendo la bandiera… 

Continua a leggere Una proposta molesta / talebani

una proposta molesta / le olimpiadi

Sono appena finite le Olimpiadi di Tokyo, come ogni 4 anni abbiamo avuto modo di vedere sport che altrimenti non ci sarebbe mai passato per la testa di guardare, o addirittura ne abbiamo scoperti di nuovi. Ripassiamoli insieme.

Le battute seguite dall’asterisco * sono state pubblicate anche da Spinoza, qui, talvolta con la provvidenziale revisione di Stefano “Stark” Andreoli.

DECATHLON – Atleti che si cimentano in quasi tutte le discipline senza essere dei veri professionisti in nessuna di essa. Insomma, l’equivalente nello sport di Facebook.

RUGBY A 7 – Si organizza una normale partita di Rugby a 15 ma all’ultimo si fa presente che non c’è la birra. *

SKATEBOARD – Disciplina in cui si effettuano salti e acrobazie con una tavola ai piedi, definizione che vale anche per il surf, con la differenza che lo skateboard si pratica sul cemento, mentre il surf sulla plastica.

SURF – Sport i cui praticanti cercano in ogni modo di mettersi in mostra sperando nella grande ondata. Un po’ come gli epidemiologi. *

BASEBALL E SOFTBALL – Sport molto simili che differiscono per pochi dettagli, tra cui il più importante è il nome.

Continua a leggere una proposta molesta / le olimpiadi

Una proposta molesta / I dolci

Ho una passione smodata per i dolci, una passione quasi erotica.

Sesso e dolci per me sono quasi interscambiabili: dopo aver consumato entrambi mi ritrovo spesso triste e con sensi di colpa. Ma soprattutto nudo. La tristezza è per essere stato cacciato dalla pasticceria dopo essermi spogliato, e il senso di colpa è per non aver preso un altro bignè prima di essere cacciato.

Tuttavia ci sono anche delle differenze: la prima è che i dolci da solo non me li so fare, la seconda è che i dolci a volte me li offrono e quindi non devo pagare.

Da ragazzo finii a parlare con uno psichiatra perché pensavano avessi pulsioni necrofile: tra compagni di classe si parlava della prima volta, e io dissi che nel mio caso lei era piccola, fredda, cedevole ma un po’ troppo secca sotto , ma pensavo si parlasse di cheesecake, che all’epoca erano una vera rarità. Comunque, svelato l’equivoco della cheesecake, il colloquio con lo psichiatra si concluse presto, una volta chiarito che dopo l’avevo anche mangiata.

Nonostante anni di abusi la mia glicemia è nella norma, purché prima delle analisi si filtri in un colino il sangue, per separarlo dai cristalli di zucchero. Anche il mio peso è del tutto normale, e questo dimostra che la scienza ha ragione: sono ancora vivo nonostante le macumbe e i malocchi degli amici sempre a dieta.

Tra tutti i dessert i miei preferiti sono i gelati. E qui emerge quanto io non ne capisca un cazzo; il freddo assopisce le papille gustative, quindi affermare che mi piacciono i dolci, in particolare i gelati, è come dire che mi piace la pittura, in particolare dopo aver indossato una benda, che mi piacciono i massaggi in particolare dopo un’anestesia totale, che mi piace la musica, in particolare dopo aver ascoltato per dieci minuti Mario Giordano.

Comunque questa è una rubrica in cui faccio delle proposte (inspiegabilmente inascoltate, nonostante la ragionevolezza delle stesse), quindi veniamo al dunque (o ritornateci, dipende dove avete parcheggiato); a un certo punto della mia infanzia mi accorsi che i nomi dei gusti dei gelati artigianali, che fino ad allora indicavano semplicemente gli ingredienti (tipo nocciola, fragola, cioccolato), cominciarono ad avere dei nomi nuovi, innovativi, rivoluzionari, come il cartoonesco Puffo, o il toponomastico Malaga, o il commerciale Bacio (oggi tutti elencati tra i gusti classici, quindi pensateci, prima di esaltare i classici, che un giorno potrebbero esserlo anche Fabio Volo e Federico Moccia). Poi la deriva si arrestò. Oggi i nomi più originali fanno comunque riferimento all’enogastronomia, ai prodotti DOPG, ai servizi di Linea Verde, nomi tipo “profumi del Sud”, “sapori di Sicilia”, “panorami del beneventano”. Non è abbastanza: io voglio gusti che siano concetti astratti, io rivendico il futurismo in coppetta. Quindi propongo i gusti:

  • Apple: non nel senso di mela, ma dell’azienda informatica. È un buon gelato ma costa dieci volte più del dovuto, non è compatibile con la panna o con le cialde, necessita di un cono speciale che devi comprare a parte.
  • Amazon: all’inizio non sa di niente. Il sapore ti arriva dopo 24 ore, ma solo se hai Prime.
  • DAD: tu lo scegli ma lo mangia un tuo amico, che te lo descrive in videochiamata.
  • SuperLeague: è straordinario, è il gelato più buono che tu abbia mai mangiato, il top del top degli ingredienti da tutto il mondo. Ma si scioglie in un secondo e mezzo e ti rimane un retrogusto di figura di merda.
  • PD: crema o fior di panna, un gusto senza infamia e senza lode, che prendi quando sei indeciso sugli altri. Però dentro ci possono essere dei sassolini, e quando ti salta un molare ti maledici per esserci cascato ancora.
  • Vaccino: è gratis ma devi fare una lunga fila per assaggiarlo, e intanto ti passano davanti De Luca e Scanzi.
  • Cambiamento climatico: non si lecca, non si morde: si beve, ma attenti a non scottarvi!
  • UE: è un variegato di mille gusti differenti, un casino totale, non ci si capisce niente, ma è il gelato che ti salva quando hai fame.

Una proposta molesta / Gli Oscar 2021

Oscar per il miglior film, miglior regia e migliore attrice protagonista al bellissimo “Nomadland”, la storia di una sessantenne che gira tutto il Paese col suo furgone. Probabilmente perché non lo sa parcheggiare.

Miglior sceneggiatura originale a “Una donna promettente”. Stupendo thriller: una cinica trentenne si finge ubriaca per rinfacciare agli altri le proprie mostruosità. Un po’ come me, a parte la faccenda del rinfacciare agli altri e il fatto che io non fingo.

Miglior fotografia e scenografia a “Mank”: un interminabile film in bianco e nero che parla di Grande Depressione. No, non è una diretta streaming del PD.

Miglior film straniero al danese “Un altro giro”. Pellicola molto originale di Vitenberg, che racconta di alcuni integerrimi insegnanti che decidono all’improvviso di lavorare solo da ubriachi. Una storia che voleva essere grottesco-surreale ma che la DAD ha reso neorealista.

Miglior montaggio e miglior sonoro a “Sound of metal”, il toccante dramma di un batterista noise che perde l’udito. Insomma, un film sul karma.

Migliori effetti speciali a “Tenet”. otatnocs oimerP

“Pinocchio” non ha vinto nulla, ma lui dice il contrario.

Una proposta molesta / La cocaina

Quando accade un fatto di cronaca che ha per protagonista un tizio appartenente a una categoria, quella categoria si appresta subito a prendere le distanze. Ad esempio: uno studente finlandese in Italia ammazza una persona o peggio, mette l’ananas sulla pizza? Helsinki precisa che il popolo finlandese ama e rispetta profondamente i cugini europei che abitano lo stivale. Un odontoiatra legge alle proprie clienti l’ultimo libro di Bruno Vespa dopo averle stordite col protossido d’azoto? L’associazione nazionale dentisti fa sapere che si tratta di un caso isolato. Un vicentino ammette di aver mangiato una volta un gatto al forno con le patate? Il sindaco a nome di tutta Vicenza si dichiara disgustato, perché la ricetta tradizionale prevede le cipolle.

È comprensibile direte voi. Eppure c’è una categoria che fa eccezione: i cocainomani. Ci sarà pure una persona con quel vizietto che è una brava persona. E invece ho conosciuto personalmente consumatori che alla notizia di un crimine efferato hanno commentato : “Ah va bè’, ma quello era un cocainomane!”

Non è stato sempre così: un tempo i cocainomani erano persone rispettabili; pensate a Sherlock Holmes tra i personaggi di carta, o a Freud per quelle in carne ed es. Cosa è successo dopo? Come siamo arrivati alla situazione attuale, alla denigrazione universale? Per me la colpa è del sindacato. Nel senso che i cocainomani non ne hanno mai avuto uno. Eppure uno sciopero indetto da quel sindacato paralizzerebbe davvero tutto il cosiddetto primo mondo, altro che corona virus. Ad ogni modo, in attesa che la Cgil si dia una mossa, quando sento emergere in me il pregiudizio nei confronti dei cocainomani, cerco di ricordarmi che non ho mai fatto un’adozione a distanza, non ho mai sostenuto economicamente il WWF, non ho mai regalato un albero, e invece quella è gente che da anni versa tutto il proprio stipendio agli sfortunati agricoltori andini.

Una proposta molesta / Le classifiche europee

Ogni volta che viene fuori una classifica europea mi vergogno come un ladro, perché so già che il mio Paese, l’Italia, sarà il peggiore. Il peggiore per lotta all’evasione, per crescita economica, per iscrizioni universitarie, per alfabetizzazione digitale… eppure c’è una cosa che potremmo fare, semplicissima, a costo zero, per evitare questa continua umiliazione: uscire dall’Europa ed entrare nell’Africa.
Pensate ai vantaggi: diventeremmo l’estremo nord del continente, saremmo visti come i norvegesi del maghreb, e non so voi ma io dentro al mio cuore mi sono sempre sentito un po’ biondo e con gli occhi azzurri.
Risolveremmo il problema dell’immigrazione: innanzitutto i migranti non sarebbero più extracomunitari, o meglio nessuno li definirebbe più così perché saremmo extracomunitari pure noi. Essendo un Paese africano saremmo visti come un Paese di transito e non la destinazione, che poi è quello che siamo anche oggi, ma almeno così il concetto sarebbe più chiaro a quelli che finora non lo hanno capito o che non vogliono capirlo. Ma soprattutto nessuno griderebbe all’invasione, alla sostituzione etnica, salvo forse quando i tedeschi verrebbero in vacanza sulle nostre coste.
Potremmo tirare i pacchi ai magnati cinesi: sapete che la Cina sta acquistando tutte le miniere di minerali rari in Africa, potremmo dire “uè cine’, guarda che siamo Africa pure noi eh, comprati sto sercio, sto san pietrino raro…”.
I nostalgici della lira farebbero l’upgrade diventando finalmente nostalgici dell’euro, i sovranisti andrebbero in cortocircuito e comincerebbero a sbattere contro gli ostacoli come aspirapolveri robot.
Infine potremmo finalmente svettare nelle classifiche continentali dei principali indici di sviluppo, eccetto uno: rimarremmo comunque il Paese col più alto numero di italiani al mondo. Quindi, prima di annetterci all’Africa, ognuno di noi dovrebbe prendere la cittadinanza di un Paese figo… anzi no, mi è venuta un’idea geniale, lo scherzo del secolo: accontentiamo i leghisti della prima ora, quelli che fanno finta di essere diventati nazionalisti ma lo sappiamo tutti che sognano ancora la secessione, gli facciamo fare sta cavolo di Padania, prendiamo la cittadinanza padana e dopo diventiamo tutti africani!

Una proposta molesta / Calcio e salute

Sapevate che ci sono malattie che colpiscono maggiormente gli ex calciatori? La SLA, in particolare, ha un’incidenza 6 volte superiore rispetto al resto della popolazione. Non si sa ancora se dipenda dai ripetuti traumi muscolo-scheletrici, oppure dall’abuso di sostanze legali o paralegali. Quello che mi colpisce è che la Società accetti tutto questo ma ritenga accettabile gli spot che mi dicono, per una decina di volte durante la partita, di bere alcol responsabilmente.

Se non te ne frega niente della salute di 22 ragazzi, ma vuoi sensibilizzare la popolazione sui danni da abuso di alcol, allora promuovi il “Calcio Alcolico”.

Nel Calcio Alcolico potrebbero giocare solo atleti maggiorenni ma ubriachi. Prima della gara l’arbitro, oltre a controllare i tacchetti, sottoporrebbe ogni giocatore ad alcol test. Non ci sarebbero più squadre under 19, under 20, under 21, ma under 0.8, under 1.5, under 3.0, laddove il numero indica ovviamente il tasso alcolemico.

I Bar Sport diventerebbero i nuovi vivai, e si trasformerebbero da luoghi di rancore a luoghi di speranza.

Un universo di nuove tattiche imprevedibili e barcollanti si aprirebbe agli allenatori. Il manuale dei gesti tecnici si arricchirebbe del dribbling involontario, mentre la rovesciata in aria sarebbe sostituita da quella di stomaco.

Il tanto criticato VAR non servirebbe più, perché la partita sarebbe giocata già direttamente alla moviola.

Le risse ci sarebbero comunque, ma sarebbero molto, ma molto più divertenti; immaginate uomini avvezzi a rompere bottiglie di vetro per procurarsi un’arma, ma in mano avrebbero delle morbide borracce di plastica… come dei mercenari sanguinari che si fronteggiano in una battaglia dei cuscini.

Massaggiatori e personale medico sarebbero sostituiti da barman esperti. Il ghiaccio secco e il ghiaccio spray lascerebbero il posto al giacchio vero, purché immerso nel whisky o nella vodka. La sbornia triste sarebbe considerata infortunio. In caso di svenimento in area si darebbe rigore.

La panchina, con quelle poltroncine fighette che si usano da un po’ di anni, andrebbe eliminata, altrimenti le riserve ci si addormenterebbero, meglio gli sgabelli da pub, ma gli sgabelli senza bancone sono ridicoli… ecco: cambiamo il concetto di panchina con quello di bancone. La sostituzione si chiederebbe spillando una birra.

Non so se funzionerebbe, so però che sarebbe un mondo un po’ meno ipocrita, e che nessuno griderebbe allo scandalo se un terzino dell’Inter di 20 anni venisse fotografato con un mojito in mano in discoteca, ma al contrario ci si incazzerebbe se in mano avesse un cocktail analcolico, del resto come è giusto che sia, perché non c’è nulla di più immorale di un cocktail analcolico.

 

Una proposta molesta / La spesa pubblica

licheri

L’Italia, si sa, è uno dei Paesi col più alto deficit del mondo; ci dobbiamo abituare all’idea di nuovi sistemi di finanziamento della cosa pubblica.

Giustizia: se Forum è una delle trasmissioni più longeve della tv italiana, un motivo ci sarà, no? Propongo di far pagare il biglietto a chi va a vedere i processi, quelli veri. Tuttavia bisogna dare qualcosa a quel pubblico, bisogna dare un minimo di spettacolo, quindi avvocati e giudici sarebbero sostituiti da attori professionisti, i “testi” sarebbero scritti comunque da uomini e donne di legge, che tuttavia dovrebbero fare un tirocinio come sceneggiatori di fiction in Rai.

Scuola: nonostante i programmi di prevenzione e le sanzioni penali, nonostante le buone e le cattive, gli atti di bullismo ripresi col telefonino sono in continuo aumento, video che in pochi giorni fanno le views di una partita della Nazionale. Se proprio la cosa non si può debellare, proviamo a guadagnarci qualcosa: vendiamo spazi pubblicitari all’interno di quei video. Tappezziamo i muri delle aule con manifesti pubblicitari e loghi, come ai bordi dei campi di calcio, così quando un bullo fa un video a scuola, non può evitare di riprendere anche il marchio dell’inserzionista. Inoltre i cartelloni pagati dagli sponsor aiuterebbero a tenere in piedi la scuola, intendo proprio a livello edile.

Forze dell’ordine: davvero? E chi ha bisogno delle forze dell’ordine quando uno può tenere in casa un M16 con cui uccidere per sbaglio moglie, figlia, sé stesso e chiunque altro che non sia il ladro, che tra l’altro è il cugino, che essendo l’unico consanguineo rimasto in vita eredita tutto, senza rubare nulla.

Una proposta molesta / La vecchiaia

La vecchiaia, le malattie, il decadimento fisico e mentale, sono le principali fonti di angoscia dell’essere umano. Qualcuno dirà che è la natura, nessuno può farci nulla, men che meno la politica. Io invece penso di no, seguitemi in questa idea: a partire dall’età di 70/75 anni dovrebbe essere legale farsi di eroina. Anzi, non semplicemente legale, cioè consentito, ma proprio fortemente consigliato.

Pensateci; cosa ci importerebbe di non essere più attraenti, di diventare ogni giorno più lenti, stanchi e demotivati, se per la maggior parte del tempo staremmo riversi per terra privi di sensi?

Sotto botta quanto sarebbero più divertenti il Bingo, i cantieri, la Messa e perfino le trasmissioni di Barbara D’Urso?

I costi della sanità crollerebbero: tutti gli under 70 condurrebbero vite salubri, equilibrate, irreprensibili, perché sarebbe insopportabile l’idea di morire prima della fatidica soglia. Senza parlare del calo di vendite di analgesici e antidolorifici, voglio dire: l’ibuprofene? Dai su…

Il mondo del lavoro italiano subirebbe uno svecchiamento senza precedenti, avremmo i notai e i manager più giovani d’Europa, perché, parafrasando il capolavoro di Welsh, chi ha bisogno di un lavoro, di una carriera e di un maxitelevisore del cazzo, quando ha l’eroina?

A Natale sarebbero i nipoti a dare i soldi ai nonni, ma solo previa frase di rito “Mi raccomando, con questi compratici la droga”. Ladri e truffatori si terrebbero alla larga dagli anziani, anzi sarebbero gli anziani a cercare loro, per cercare di rifilargli l’argenteria, quella del servizio buono, al quale misteriosamente mancano i cucchiaini.

Certo, ci sarebbero degli effetti collaterali: i nostri anziani, oggi spesso così soli, avrebbero improvvisamente la fila davanti alla porta, giovani tossici desiderosi di ascoltare i loro racconti, ma che in realtà sperano solo in uno schizzo gratis, ma in fondo che male c’è? È quella che gli economisti chiamano “win-win situation”, cioè una circostanza in cui ci guadagnano tutti. 

Concludendo; in Italia, lo sappiamo, il futuro di troppi giovani dipende dai risparmi dei genitori, quando i genitori non lavorano è la pensione dei nonni a garantire il sostentamento, per non parlare della situazione abitativa e immobiliare. Questo è stato possibile perché, da che mondo è mondo, maturità è sinonimo di responsabilità, ma che succede quando chi deve essere responsabile diventa irresponsabile, avendone, tra l’altro, tutto il diritto? Forse la rivoluzione? Non so, ma di sicuro un cambiamento radicale.

Quindi, amici, questa sera, prima di tornare a casa, passate per la stazione, o andate ai giardinetti, o in qualsiasi altro posto che fate finta di non conoscere, e portate in dono a quell’adorabile vecchietta che abita accanto a voi, una bustina.

Lei vi ringrazierà, il Paese ve ne sarà riconoscente, la Storia vi renderà onore.