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Animali in gabbia – Il Picco (una commedia brutta e inopportuna)

“11 Marzo 2020: il Governo impone ulteriori limitazioni per prevenire la diffusione del virus: chiudono definitivamente bar e negozi ”

Letto e interpretato da Giorgio Consoli

Animali in gabbia

Un cilindro bianco con gli spigoli smussati si illumina di una luce aliena, è un assistente virtuale, e come ogni mattina suona la sveglia per Lui e Lei. Una coppia benestante, istruita e professionalmente realizzata. Ma questa non è una mattina come le altre, questo è il primo giorno in cui Lui e Lei sono tenuti a rimanere tutto il giorno in casa. Smartworking e Lockdown sono le parole d’ordine.

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Dagli appunti del dottor B.M. / 8 (la dieta)

Nella mia vita non mi sono mai dovuto preoccupare del mio peso, eccetto quella volta al parco in cui un bambino mi chiese di reggergli l’aquilone, data l’esigua zavorra che potevo opporgli mi preoccupai seriamente, ma proprio per questo non ho mai dovuto fare i conti con le diete. Per fortuna. Perché non c’è terreno più fertile per ciarlatani e pseudomedici. Un vera vena aurea. Una vena aurea varicosa. La cosa curiosa è che un tempo, quando le risorse alimentari scarseggiavano, donne e uomini in carne erano ritenuti attraenti, ora che in occidente le risorse alimentari sono nettamente superiori al fabbisogno, a essere attraente è la magrezza, se questo schema è esportabile anche in altri ambiti, non vedo l’ora che finisca questa crisi economica, e che venga il boom, così potrò avere qualche avventura sessuale in più sfruttando il fatto che non ho una lira. Ma parlavo di cialtroni che consigliano diete, quindi ne consiglio una anche io, un dieta etnica per uomini, la dieta Ramadan; dall’alba al tramonto non si può toccare cibo, la notte invece ci si può strafocare. Non dimagrirete di un solo grammo, ma alle 40 vergini che vi aspettano in paradiso non importerà nulla.
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P.S. In realtà la storia delle vergini nel paradiso islamico è un equivoco dovuto all’errata traduzione dai testi sacri del termine “huri”, equivoco che hanno sfruttato i fondamentalisti per motivare maggiormente gli attentatori suicidi. Se quei fondamentalisti fossero nati in Italia non avrebbero fatto i fondamentalisti, ma gli imprenditori nella sanità e nell’edilizia pubblica.

Post strampalato della domenica

Stimolo 1: Un negozio dalle parti di casa mia ha appeso alla vetrina la scritta “Non stiamo chiudendo”; sembra che molti clienti passando e vedendo la vetrina in allestimento, entravano per consolare il proprietario, pensando all’ennesima chiusura nel quartiere. Quando mi chiederanno un ricordo di questa seconda Grande Depressione, io risponderò col ricordo della chiusura di tutte le videoteche del mio quartiere. La chiusura delle videoteche sarà per me l’equivalente di chi ha visto nel 29 i manager buttarsi dalle finestre di Wall Street. In realtà non è solo colpa della crisi economica, il web ha sicuramente inciso non poco; lungi da me una condanna della nuova frontiera del home video, ma per “noi” è la fine di un’epoca, e come tale merita un commiato. E per noi intendo tutti quelli che ritengono il cinema un’esperienza intima, da fare in camera, come il sesso. La sala cinematografica è un tempio, un luogo in cui una folla si riunisce in un rito di adorazione, ma la videoteca è un bordello, uno squallido bar americano per single; adocchi una locandina, la studi per bene, e poi le offri da bere, a casa tua, e se qualche volta scegli male, e ti alzi il giorno dopo chiedendoti come cazzo ti era venuto in mente di portartela a casa, poi ci torni lo stesso, in videoteca.

Stimolo 2: -Tuo padre ha deciso di crescersi i capelli- mi dice ridendo mia madre al telefono. Io lì per lì dico che è uno scherzo, ipotizzo che abbia litigato col suo barbiere storico, ma lei, mia madre, giura che è vero. Mio padre, mio padre che non ha mai portato i capelli più lunghi di un dito e mezzo, mio padre che mi fracassava i coglioni quando li portavo io, i capelli lunghi. Mi è balenato in mente un pensiero, cioè il fatto che avere i capelli lunghi a settantanni è sicuramente più ribelle che portarli a diciotto, ma poi mi sono ricordato che non è un mio pensiero ma un patetico spot della Diesel, quindi ho virato sulla più probabile, naturale e rassicurante, ipotesi della demenza senile.

Stimolo 3: Un mio amico è medico in un ospedale pediatrico. Mi ha scritto una mail in cui mi raccontava che durante la nevicata che ha sorpreso Roma pochi giorni fa, i bambini sono corsi a guardare fuori dalla finestra, e poi mi ha raccontato della guarigione di un altro bambino, ricoverato in condizioni drammatiche, ma si era incasinato con la punteggiatura, e leggendo sembrava che i due fatti fossero misteriosamente correlati.

Questi tre spunti sarebbero potuti diventare altrettanti post. Sarebbero. Ma sono finiti nello stesso strampalato post. Eppure c’è qualcosa che unisce questi tre episodi, ma è un qualcosa che è noto solo a me, e che mi è impossibile spiegare per le implicazioni di una legge della meccanica quantistica. In realtà tale legge non esiste, al momento, ma potrebbero formularla. Potrebbero.