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“Natale 2020” – Il Picco (una commedia brutta e inopportuna)

 

“3 dicembre 2020: nonostante la curva dei contagi della seconda ondata sia in fase discendente, il governo vara un serie di provvedimenti restrittivi per impedire che nelle festività natalizie ci sia una nuova impennata dei casi. Tra le misure vi è anche il divieto di muoversi tra regioni differenti in prossimità delle feste”

4/12/2020
Chat di famiglia.

Christian: salve ragazzi, avete letto le disposizioni per Natale?

Veronica: Sì, possiamo andare da mamma, l’importante è partire prima del 20! Ho temuto che alla fine non ci facessero muovere del tutto. Per fortuna va… e hanno pure reso la Puglia da arancione a gialla!

Christian: Sì, ma come facciamo?

Veronica: In che senso?

Christian: Ho chiamato l’agenzia che ci trovava i B&B gli altri anni, ma dice che gli appartamenti sono tutti prenotati. Non c’è posto per tutti a casa di mamma. Noi ora siamo quattro, senza contare tutti gli armamentari del bambino e quel fesso del cane. Voi siete tre, e immagino che Davide non dorma più con voi nel lettone, non possiamo stare tutti lì.

Veronica: Cavolo. Alberghi?

Christian: Seeee… tra quelli che sono rimasti aperti il più vicino è a Bari. Senti, ma casa di zia Immacolata e zio Salvatore?

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Er rigazzino deve da dì la poesia

Non so se a voi è capitato. A me sì. Quando a scegliere come vestirmi non ero io, quando per arrivare al tavolo mi mettevano cuscini sotto al minuscolo culo, quando le ventidue e trenta erano le colonne d’ercole della notte, ebbene allora, la poesia nelle feste comandate era un comandamento. Oggi la poesia la sceglierei io, e la poesia farebbe così:

C’è stato un tempo in cui
noi eravamo cadaveri vivi
c’è stato un tempo in cui,
noi correvamo sempre
restare fermi era vietato,
pure i sassi stavano in divieto di sosta.
Sua Santità Babbo Natale
era ancora vestito di bianco e di rosso,
c’è stato un tempo in cui
ci aveva renne di lusso
ai potenti portava regali
ai servi carbone,
ma poi c’è stato il tempo in cui
noi siamo risorti
dall’happy hour del megaraduno dell’indulgenza
e i vampiri del sangue del santo ci hanno visto a noi…
Noi siamo i froci, siamo gli ebrei
palestinesi dell’intifada
siamo barboni lungo la strada
siamo le zecche comuniste
noi siamo anarchici, noi siamo spastici
siamo quelli col cesso a parte
noi siamo brutti sporchi ma buoni
che detto in sintesi significa coglioni
Noi siamo i negri, meridionali
siamo gli autonomi dei centri sociali
siamo l’elogio della pazzia
siamo un errore di ortografia
noi siamo i punti dopo le virgole
siamo drogati, zingari e zoccole.

da “Cadaveri Vivi“, dall’album “Parole Sante” di Ascanio Celestini